Data l'importanza strategica degli obiettivi e l'arco temporale nel quale ci si prefigge di perseguirli, l'occasione del DESS dovrebbe consentire di lasciare un segno profondo, strutturale, nel campo dell'educazione allo sviluppo sostenibile.
Ovvero fare effettivamente in modo che gli strumenti informativi, educativi, partecipativi diventino stabilmente parte integrante di politiche di sviluppo sostenibile coerenti e credibili e non un’appendice cui si fa ricorso per mettersi in pace con la coscienza.
Infatti va lamentato che, ancora oggi, il complesso processo educativo verso una nuova cultura della sostenibilità, nel migliore dei casi viene confuso con azioni spesso sporadiche e circoscritte, di mera informazione e sensibilizzazione su aspetti settoriali, negando la dimensione olistica dell’educazione sia essa formale che, ancor più significativamente, informale e non formale.
Aspetti, questi ultimi, cui fa riferimento esplicito il Draft ONU del Decennio.
Avendo chiaro l’obiettivo, occorre fare leva sulle risorse a disposizione (Enti, Organizzazioni, esperienze, ecc.) per proporre loro un meta livello di lavoro che elevi la qualità, la quantità, l'efficacia delle azioni già intraprese e da intraprendere e le metta in rapporto con il contesto internazionale.
Questo può essere un livello di interlocuzione nel quale UNESCO spende il proprio prestigio per definire insieme a tutti i protagonisti del DESS un percorso comune.
Nel contesto sociale attuale nel quale varie forme e agenti d’educazione informale, come i media e trasmissioni così dette d’intrattenimento, diffondono modelli di vita socialmente ed economicamente insostenibili, chiunque abbia responsabilità nei campi toccati dal Decennio per l’educazione allo Sviluppo sostenibile ha il dovere morale e civile di mobilitarsi al massimo per perseguirne gli obiettivi di civiltà e progresso contenuti nel Draft.
Un punto fondamentale per perseguire gli obiettivi dichiarati è dare continuità e qualità alle azioni intraprese, a partire da quanto di rilevante è già stato realizzato da molti nell'ultimo decennio affinché si consolidi un sistema coerente e stabile che promuove in diversi ambiti e con le più varie modalità, la cultura della sostenibilità e della cittadinanza attiva e responsabile.
Questo significa lavorare da principio sulle fondamenta del sistema, ovvero analizzare i ruoli di ciascun attore, le strutture dedicate, gli operatori, le risorse organizzative e finanziarie, ecc. Costruire quindi una cornice strutturale di riferimento senza la quale si corre il rischio di duplicazioni, diseconomie, di ricominciare sempre qualcosa da capo, di attivare iniziative episodiche che non lasciano traccia.
L’UNESCO potrebbe sollecitare gli enti che fino ad oggi hanno esercitato sul piano istituzionale un ruolo importante (lo Stato negli anni '90) le Regioni negli anni 2000, a dare concreta continuità agli impegni che già si sono dati (le linee guida 2000 ed ora 2007 in materia di INFEA...) e ad aggiornarli inquadrandoli in un meta contesto di livello più alto.
Rispetto a questo passaggio, si va strutturando in via definitiva una buona prassi già annunciata dal prof. Gianni Mattioli nel corso della riunione del Comitato dell’anno passato.
Infatti è stato finalmente ratificato il modello di accordo strategico sotto forma di Protocollo d’intesa, tra CNI UNESCO e Conferenza dei Presidenti delle Regioni e Province Autonome, per l’attuazione del DESD nelle varie realtà regionali italiane.
L’accordo ora approvato muove da una proposta dei rappresentanti delle Regioni per il Coordinamento nazionale A21 all’interno del Comitato tecnico-scientifico per il DESD (Regioni Emilia Romagna ed Umbria), al contempo rappresentanti di sistemi regionali INFEA particolarmente vitali e propositivi, e chiarisce come dallo specifico apporto dell'esperienza dei processi di Agenda 21 locale, venga in particolare uno stimolo ad approfondire l'educazione alla cittadinanza attiva non solo per i giovani ma per gli adulti, come fondamento imprescindibile per qualsiasi tipo o modello di educazione ambientale e alla sostenibilità.
Il testo tipo del protocollo d’intesa tipo che ogni singola Regione potrà stipulare con la CNI, contiene infatti i seguenti punti strategico-operativi nei quali UNESCO e Regioni italiane concordano:
I prossimi appuntamenti sono quindi la stipula formale dei protocolli con contenuti condivisi soprattutto rispetto ai Piani d’azione locali e l’approvazione dei Piani stessi.
Nel quadro sopra richiamato potranno quindi utilmente trovare spazio e coerenza, iniziative come la settimana nazionale DESS, da pensare per l'appunto non come mera sommatoria di iniziative episodiche ma come altrettanti momenti annuali sia di iniziativa ma anche di verifica di quanto si fa, momenti quindi utili a riflettere sul già fatto, ricalibrare gli strumenti e darsi obiettivi di livello progressivamente superiore.
Paolo Camerieri
Responsabile CRIDEA-Regione Umbria